Incidente aereo Air France A330, quali ipotesi? |
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Ancora mistero sulle ragioni dell’incidente del primo Giugno che ha visto coinvolto l’aereo Air France in volo tra Rio de Janeiro e Parigi (volo AF 447) . Si tratterebbe del primo caso di incidente grave (se rapportato al numero di vittime) per un modello Airbus A330-200 in servizio (costo medio 180,9 milioni di dollari).
Nello specifico, l’airbus in questione era particolarmente giovane, aveva effettuato il primo volo il 25 Febbraio 2005, finora aveva accumulato 18.870 ore di volo, ed era stato revisionato l’ultima volta il 16 Aprile 2009.
A rendere particolarmente intricata la comprensione dell’accaduto, vi è anche l’evidenza di una recente minaccia terroristica che sarebbe stata annunciata telefonicamente, tre giorni prima dell’incidente, su un aereo analogo della stessa compagnia e sulla rotta Buenos Aires-Parigi che incrocia la tratta dell’aereo scomparso. La pista terroristica, anche ad opera di un terrorista sucida, non è pertanto esclusa.
I rottami ritrovati sono dispersi su un’aerea vastissima ad un migliaio di chilometri dalla costa brasiliana e a circa duemila da quella senegalese.
Sull’Airbus scomparso viaggiavano 228 passeggeri. A bordo anche dieci italiani, tra cui 3 trentini, secondo quanto riportato dalla Farnesina.
Paul Louis Arslanian, capo della commissione di inchiesta francese che indaga sull’incidente aereo, afferma che le scatole nere potrebbero non essere recuperate e che l’inchiesta potrebbe non rivelare tutte le ragioni dietro l’incidente. Si ritiene che le scatole nere si trovino a una profondità di 3.600-3.700 metri.
Al momento vi sono quattro squadre di investigatori francesi che si occupano di analizzare diversi aspetti del caso e fare una revisione dei sistemi di controllo dell’aereo e della procedura di manutenzione a cui esso è stato sottoposto. Ciò che stupisce è la modalità con cui un aereo così moderno possa essere scomparso senza l’invio di alcuno mayday da parte dei tre piloti esperti a bordo. Dal veicolo è stato inviato un messaggio automatico che segnalava un guasto all’impianto elettrico.
Come tutti gli aerei moderni, anche l’airbus coinvolto in questa tragedia, durante la navigazione, ha inviato dei dati alle torri di controllo, segnalando alcune informazioni critiche. Dall’analisi dei dati sembra che l’aereo abbia subito delle violente variazioni di quota indotte dalle forti correnti ascensionali presenti nell’aerea e causate dai cumolonembi. Queste turbolenze possono rappresentare dei pericoli gravi per la navigazione aerea, sebbene, per conseguenze disastrose simili, dovrebbero essere incorsi ulteriori gravi problemi collaterali (p.e. depressurizzazione dell’abitacolo a caso di un cedimento di un portellone).
Infine, come riportato dal quotidiano El Mundo del 4 giugno, il comandante spagnolo di un altro volo 974 Lima-Madrid di Air Comet che navigava in una zona vicina a quella della tragedia, ha detto di avere visto «in lontananza un forte e intenso lampo di luce bianca». Il lampo di luce, osservato anche dal copilota e da una passeggera dell’aereo Air Comet, ha poi seguito una traiettoria discendente e verticale, e si è dissolto in sei segmenti. Lo stesso comandante precisa di non aver ricevuto alcuna comunicazione in frequenza d’emergenza prima o dopo.
Poco dopo l’articolo di El Mundo, il ministro della Difesa brasiliano, Nelson Jobim, ha però evidenziato che la presenza accanto ai dedriti dispersi in mare di chiazze di combustibile, non concilia con l’ipotesi di esplosione in aria. “Non c’è alcun indizio” che lasci pensare a un’esplosione, ha aggiunto in conferenza stampa.

Per dettagli tecnici sull’aereo Airbus A330-200 consultate questa pagina.






